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Terza giornata del 70° Open d'Italia Lindt al Circolo Golf Torino, il percorso conferma le sue difficoltà sopratutto sui green non di facile interpretazione, anche gli score confermano la difficoltà del campo rispetto al Royal dello scorso anno.

La classifica di testa cambia leggermente in questa terza giornata ma senza subire grandi stravolgimenti, gli italiani sono sempre a portata di titolo, anche se i candidati alla vittoria sono ancora molti.

Francesco Molinari dalla prima posizione di ieri, oggi chiude con un -10 totale posizionandosi dietro al leader Marcus Fraser grazie ad un 68 di giornata e un -11 totale conduce il torneo in solitaria.

Insieme al torinese, in seconda posizione Joakim LARGERGREN, Nicolas COLSAERTS, mentre seguono con -9 Felipe AGUILAR e Simon THORNTON.

Ottima prova in campo di Renato PARATORE (amateur del Parco di Roma) che ha girato oggi in 71 (-1 di giornata) e chiude a -7, insieme a lui anche Matteo MANASSERO distaccato quindi solo di 4 colpi dal leader della gara, la lotta per il titolo è quindi ancora aperta.

Ultima giornata di gioco quindi che riserverà sicuramente grandi colpi di scena e golf spettacolo al Circolo Golf Torino, il pubblico di oggi già numeroso nella giornata conclusiva di domenica aumenterà di certo, rendendo il Torino il luogo ideale per festeggiare un Open che ritorna nelle mani di un italiano dopo diversi anni.... FORZA RAGAZZI !!!!

Di seguito una piccola intervista a Francesco Molinari:


“Si, oggi potevo far meglio e riuscire a evitare i bogey. Posso ritenermi comunque soddisfatto e ho raggiunto l’obiettivo di giornata, ossia di restare attaccato ai primi”.

- Come ti spieghi questi score non eccezionali di tutto il field?

“Mi limiterò a spiegare il mio giro. Sono partito bene, ma nelle prime buche il fango sulla palla mi ha condizionato e ho tirato dei colpi fuori linea. Nelle seconde nove, invece, sfruttando il campo più asciutto ho giocato meglio con i ferri, ma ho un pò di rammarico per tanti birdie sfumati per questione di centimetri”.

- Sui green quali sono le maggiori difficoltà?

“A volte la pallina sborda ed entra, altre volte, invece, cambia la traiettoria all’ultimo. Fa parte del golf. Oggi ho alternato buone linee ad altre meno precise. Avrei potuto mettere la palla più vicina alla bandiera con i ferri per crearmi delle occasioni migliori”.

- Si profila una lunga battaglia domani…

“Vediamo come si svilupperà il giro. Resto convinto che su questo percorso non sia impossibile chiudere in 63/64 colpi. Sarà importante partire bene e restare regolari. Non è da escludere uno spareggio finale con così tanti contendenti”.

- Analogie o differenze con il successo dell’Open d’Italia del 2007?

“L’unica analogia che mi viene in mente è che anche allora provenivo da un taglio mancato. Questo percorso è molto più complesso di quello di Tolcinasco dove nel giro finale sette anni fa fui molto aggressivo. Qui è preferibile giocare in maniera più accorta, anziché andare all’assalto”.

E ovviamente ecco anche quella a Matteo Manassero:



- Un bel recupero. Ora la classifica si fa più corta

“Si, tutto il field non ha realizzato score molto bassi e nessuno ha creato il vuoto dietro di sé. Oggi il campo presentava bandiere più insidiose e imponeva ancora maggiore precisione da tee a green, sempre più veloci e dalla lettura complessa”.

- Domani dove si deciderà la gara?

“Sicuramente il gioco corto farà la differenza. Spero di essere preciso come oggi nei colpi verso le bandiere. Purtroppo, però, delle tante occasioni da birdie che mi sono procurato ne ho sfruttato solo il 30%”.

- E’ ancora tutto in gioco?

“Con il distacco che ho si può tentare ancora di risalire fino al primo posto. Dovrò fare un risultato dal 66 in giù e sperare”.

- Ti aspettavi una classifica così corta?

“Onestamente non pensavo di poter finire il terzo giro nei primi 15 classificati. Credo sia sempre un problema di lettura delle pendenze sul green. Su sette palle da birdie create, ne trasformiamo tre/quattro e questo condiziona lo score”.

- Come giudichi la tua prestazione?

“Devo riconoscere di aver giocato estremamente bene, come non mi capitava da tanto tempo. Ho avuto un avvio di giro complicato con molte occasioni da birdie fallite. A “meno 3” sul tee della 7 ho deciso di proseguire con quella strategia di gioco per puntare a chiudere 5 colpi sotto par, ma non ci sono riuscito per il bogey alla 17”.

Per concludere anche la terza giornata ecco altri video e interviste del terzo giorno realizzate da Golf Today





Secondo voi possiamo farvi andare a dormire senza meteo per domani...


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